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NIGERIA – PER SERVIRE LA RICONCILIAZIONE, LA GIUSTIZIA E LA PACE |
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Abuja – Gli attacchi terroristici contro le chiese cristiane, avvenuti proprio nel giorno di Natale, hanno scosso e preoccupato l’intera comunità cristiana della Nigeria. I salesiani presenti nel paese, pur consapevoli dei pericoli esistenti, continuano a professare il medesimo impegno di sempre: servire i giovani e promuovere la loro crescita integrale, a prescindere dal credo religioso.
La bomba posta di fronte alla chiesa “Santa Theresa” di Madalla, insieme agli altri ordigni esplosi tra il 24 e il 25 dicembre nei pressi di luoghi di culto cristiani, è stata rivendicata dal gruppo fondamentalista islamico “Boko Haram”, il cui nome significa “l’educazione occidentale è un peccato”. I principali obiettivi di questo gruppo sono la creazione di uno stato confessionale in Nigeria, l’estensione della legge islamica a tutto il paese e l’eliminazione dell’educazione occidentale, spesso identificata con quella cristiana; obiettivi che il gruppo persegue prendendo di mira le comunità cristiane del paese.
“Uno scontro religioso tra musulmani e cristiani in Nigeria, oggi, potrebbe spingere 160 milioni di persone in una guerra mortale, che potrebbe destabilizzare l’intera regione. – riporta una fonte locale – Grazie a Dio, non c’è stata una rappresaglia da parte dei cattolici e dei cristiani in questi giorni. Al contrario, la risposta è consistita in ‘preghiere’ per le vittime e per i carnefici, mentre le autorità religiose e civili hanno condannato gli attentati senza mezzi termini”.
In qualità di comunità religiosa dedita alla formazione dei giovani, la presenza salesiana nel paese è ora in una situazione di allerta; e tuttavia i rapporti di dialogo e rispetto costruiti finora con i membri di tutte le religioni permettono di guardare al futuro con fiducia: “il rapporto tra musulmani e salesiani è sempre stato cordiale e rispettoso. – prosegue la fonte – I musulmani apprezzano lo sforzo educativo dei salesiani, soprattutto nel campo dell’istruzione tecnica, e dell’avviamento al lavoro”.
La strategia educativa e pastorale salesiana in tutti i paesi della Visitatoria dell’Africa Occidentale Anglofona (AFW) – alcuni dei quali a maggioranza musulmana, come la Sierra Leone, e altri con grandi comunità musulmane come il Ghana, la Liberia e, appunto, la Nigeria – si è sempre basata sul dialogo, la tolleranza, la collaborazione e il rispetto delle altre religioni.
“In tutte le scuole salesiane vengono accolti studenti e anche insegnanti musulmani, che spesso sono innamorati del Sistema Preventivo di Don Bosco. Nelle scuole e negli oratori-centri giovanili le idee religiose non vengono mai imposte, si recitano le preghiere cristiane e musulmane in segno di rispetto e tolleranza, ed è facile trovare molti ragazzi e ragazze musulmane che apprezzano l’amorevolezza di Don Bosco” conclude il nostro contatto.
Nella sua Esortazione Apostolica “Africae Munus”, Benedetto XVI ha invitato tutti i membri della Chiesa a perseverare nel dialogo e nel rispetto verso l’Islam: “Se tutti noi credenti in Dio desideriamo servire la riconciliazione, la giustizia e la pace, dobbiamo operare insieme per bandire tutte le forme di discriminazione, di intolleranza e di fondamentalismo confessionale. Nella sua opera sociale, la Chiesa non fa distinzione religiosa. Essa aiuta chi è nel bisogno, sia egli cristiano, musulmano o animista. Testimonia così l’amore di Dio, creatore di tutti, e incoraggia i seguaci delle altre religioni ad un atteggiamento rispettoso e ad una reciprocità nella stima. Esorto tutta la Chiesa a ricercare, mediante un dialogo paziente con i musulmani, il riconoscimento giuridico e pratico della libertà religiosa, così che in Africa ogni cittadino possa godere non soltanto del diritto ad una libera scelta della propria religione e all’esercizio del culto, ma anche del diritto alla libertà di coscienza. La libertà religiosa è la via della pace”. [par. 94]
ANS - Pubblicato il 28/12/2011
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Abuja – Gli attacchi terroristici contro le chiese cristiane, avvenuti proprio nel giorno di Natale, hanno scosso e preoccupato l’intera comunità cristiana della Nigeria. I salesiani presenti nel paese, pur consapevoli dei pericoli esistenti, continuano a professare il medesimo impegno di sempre: servire i giovani e promuovere la loro crescita integrale, a prescindere dal credo religioso.
La bomba posta di fronte alla chiesa “Santa Theresa” di Madalla, insieme agli altri ordigni esplosi tra il 24 e il 25 dicembre nei pressi di luoghi di culto cristiani, è stata rivendicata dal gruppo fondamentalista islamico “Boko Haram”, il cui nome significa “l’educazione occidentale è un peccato”. I principali obiettivi di questo gruppo sono la creazione di uno stato confessionale in Nigeria, l’estensione della legge islamica a tutto il paese e l’eliminazione dell’educazione occidentale, spesso identificata con quella cristiana; obiettivi che il gruppo persegue prendendo di mira le comunità cristiane del paese.
“Uno scontro religioso tra musulmani e cristiani in Nigeria, oggi, potrebbe spingere 160 milioni di persone in una guerra mortale, che potrebbe destabilizzare l’intera regione. – riporta una fonte locale – Grazie a Dio, non c’è stata una rappresaglia da parte dei cattolici e dei cristiani in questi giorni. Al contrario, la risposta è consistita in ‘preghiere’ per le vittime e per i carnefici, mentre le autorità religiose e civili hanno condannato gli attentati senza mezzi termini”.
In qualità di comunità religiosa dedita alla formazione dei giovani, la presenza salesiana nel paese è ora in una situazione di allerta; e tuttavia i rapporti di dialogo e rispetto costruiti finora con i membri di tutte le religioni permettono di guardare al futuro con fiducia: “il rapporto tra musulmani e salesiani è sempre stato cordiale e rispettoso. – prosegue la fonte – I musulmani apprezzano lo sforzo educativo dei salesiani, soprattutto nel campo dell’istruzione tecnica, e dell’avviamento al lavoro”.
La strategia educativa e pastorale salesiana in tutti i paesi della Visitatoria dell’Africa Occidentale Anglofona (AFW) – alcuni dei quali a maggioranza musulmana, come la Sierra Leone, e altri con grandi comunità musulmane come il Ghana, la Liberia e, appunto, la Nigeria – si è sempre basata sul dialogo, la tolleranza, la collaborazione e il rispetto delle altre religioni.
“In tutte le scuole salesiane vengono accolti studenti e anche insegnanti musulmani, che spesso sono innamorati del Sistema Preventivo di Don Bosco. Nelle scuole e negli oratori-centri giovanili le idee religiose non vengono mai imposte, si recitano le preghiere cristiane e musulmane in segno di rispetto e tolleranza, ed è facile trovare molti ragazzi e ragazze musulmane che apprezzano l’amorevolezza di Don Bosco” conclude il nostro contatto.
Nella sua Esortazione Apostolica “Africae Munus”, Benedetto XVI ha invitato tutti i membri della Chiesa a perseverare nel dialogo e nel rispetto verso l’Islam: “Se tutti noi credenti in Dio desideriamo servire la riconciliazione, la giustizia e la pace, dobbiamo operare insieme per bandire tutte le forme di discriminazione, di intolleranza e di fondamentalismo confessionale. Nella sua opera sociale, la Chiesa non fa distinzione religiosa. Essa aiuta chi è nel bisogno, sia egli cristiano, musulmano o animista. Testimonia così l’amore di Dio, creatore di tutti, e incoraggia i seguaci delle altre religioni ad un atteggiamento rispettoso e ad una reciprocità nella stima. Esorto tutta la Chiesa a ricercare, mediante un dialogo paziente con i musulmani, il riconoscimento giuridico e pratico della libertà religiosa, così che in Africa ogni cittadino possa godere non soltanto del diritto ad una libera scelta della propria religione e all’esercizio del culto, ma anche del diritto alla libertà di coscienza. La libertà religiosa è la via della pace”. [par. 94]
ANS - Pubblicato il 28/12/2011
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CIAO DA ONITSHA ... |
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Carissimi Amici e Benefattori della Missione Salesiana di Onitsha,
lo scambio di notizie rafforza sempre più i legami tra di noi facendoci sentire parte della stessa famiglia seguendo l’invito che Dio fa a tutti gli uomini di volersi bene con amore fraterno.
Prima di parlarvi delle attività della missione di Onitsha, questa volta parlerò di me …
Dopo 22 anni ad Onitsha, di cui gli ultimi 8 come direttore della missione, è arrivato il momento per nuovi incarichi e nuovi orizzonti. Dal prossimo Settembre sarò nella comunità salesiana di Ondo, sempre in Nigeria, come Direttore della Scuola Tecnica.
La città di Ondo è la città più rappresentativa dal punto di vista storico e culturale dello stato di Ondo. Anche se Ondo dista circa 4 ore di macchina da Onitsha, le due città sono molto differenti. Cambia l’etnia (la popolazione è composta per la maggior parte da componenti della tribù Yorubà, prevalentemente agricoltori, e non più Igbo che sono invece commercianti), la lingua, l’ambiente religioso (ad Ondo la maggioranza è mussulmana e i cattolici solo un 5%).
Anche a don Mario Pellegrini, con i suoi 76 anni, è stata proposta la collaborazione con la missione salesiana ad Akure, in terra Yoruba.
Cosa provo ora?
Quando si lascia una comunità dopo tanti anni di servizio, ritornano alla mente tanti ricordi del passato e del presente, tante emozioni vissute insieme con i confratelli, i giovani, le famiglie, gli insegnanti, gli aspiranti e tutti voi Amici e Benefattori. Tanti sentimenti si provano …
Gratitudine …
Grazie a Dio, a tutti coloro con cui ho condiviso questa esperienza e a quanti, Amici e Benefattori, mi hanno sostenuto con la preghiera e le opere!
Fiducia …
Fiducia che si possa completare ciò che è stato realizzato. Ma lascio ad altri giovani salesiani il compito di continuare ad Onitsha! Sono sicuro che anche in voi c’è questo desiderio di collaborazione con loro per il futuro. Certamente sarà positiva e costruttiva la vostra collaborazione con Don Stephen Omonniyi, il nuovo direttore, Don John Paul Uchendu il nuovo Economo e Don Augustin Okeke il nuovo incaricato della Scuola Tecnica.
Speranza …
Speranza per il mio servizio ad Ondo dove mi aspettano 400 giovani della Scuola Tecnica desiderosi di imparare un mestiere e di prepararsi alla vita. Ad Ondo troverò anche la comunità dei giovani nigeriani che si preparano al noviziato: il mondo della formazione e dell’accompagnamento delle vocazioni che il Signore ci dona. Nella nostra giovane ispettoria dell’Africa Ovest Anglofona siamo circa 140 confratelli di cui 100 in formazione. Abbiamo bisogno di sacerdoti preparati e anche di sostegno economico per formare questi “futuri don Bosco” dell’Africa.
Cosa lascio ora?
Lascio Voi alla missione e la missione a Voi!
La Vergine Assunta in cielo ci accompagni sempre nei nostri progetti e nei nostri programmi.
Fraternamente
Don Nicola
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Carissimi Amici e Benefattori della Missione Salesiana di Onitsha,
lo scambio di notizie rafforza sempre più i legami tra di noi facendoci sentire parte della stessa famiglia seguendo l’invito che Dio fa a tutti gli uomini di volersi bene con amore fraterno.
Prima di parlarvi delle attività della missione di Onitsha, questa volta parlerò di me …
Dopo 22 anni ad Onitsha, di cui gli ultimi 8 come direttore della missione, è arrivato il momento per nuovi incarichi e nuovi orizzonti. Dal prossimo Settembre sarò nella comunità salesiana di Ondo, sempre in Nigeria, come Direttore della Scuola Tecnica.
La città di Ondo è la città più rappresentativa dal punto di vista storico e culturale dello stato di Ondo. Anche se Ondo dista circa 4 ore di macchina da Onitsha, le due città sono molto differenti. Cambia l’etnia (la popolazione è composta per la maggior parte da componenti della tribù Yorubà, prevalentemente agricoltori, e non più Igbo che sono invece commercianti), la lingua, l’ambiente religioso (ad Ondo la maggioranza è mussulmana e i cattolici solo un 5%).
Anche a don Mario Pellegrini, con i suoi 76 anni, è stata proposta la collaborazione con la missione salesiana ad Akure, in terra Yoruba.
Cosa provo ora?
Quando si lascia una comunità dopo tanti anni di servizio, ritornano alla mente tanti ricordi del passato e del presente, tante emozioni vissute insieme con i confratelli, i giovani, le famiglie, gli insegnanti, gli aspiranti e tutti voi Amici e Benefattori. Tanti sentimenti si provano …
Gratitudine …
Grazie a Dio, a tutti coloro con cui ho condiviso questa esperienza e a quanti, Amici e Benefattori, mi hanno sostenuto con la preghiera e le opere!
Fiducia …
Fiducia che si possa completare ciò che è stato realizzato. Ma lascio ad altri giovani salesiani il compito di continuare ad Onitsha! Sono sicuro che anche in voi c’è questo desiderio di collaborazione con loro per il futuro. Certamente sarà positiva e costruttiva la vostra collaborazione con Don Stephen Omonniyi, il nuovo direttore, Don John Paul Uchendu il nuovo Economo e Don Augustin Okeke il nuovo incaricato della Scuola Tecnica.
Speranza …
Speranza per il mio servizio ad Ondo dove mi aspettano 400 giovani della Scuola Tecnica desiderosi di imparare un mestiere e di prepararsi alla vita. Ad Ondo troverò anche la comunità dei giovani nigeriani che si preparano al noviziato: il mondo della formazione e dell’accompagnamento delle vocazioni che il Signore ci dona. Nella nostra giovane ispettoria dell’Africa Ovest Anglofona siamo circa 140 confratelli di cui 100 in formazione. Abbiamo bisogno di sacerdoti preparati e anche di sostegno economico per formare questi “futuri don Bosco” dell’Africa.
Cosa lascio ora?
Lascio Voi alla missione e la missione a Voi!
La Vergine Assunta in cielo ci accompagni sempre nei nostri progetti e nei nostri programmi.
Fraternamente
Don Nicola
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I SALESIANI PER L’INFANZIA AFRICANA: LA “GIORNATA DEL BAMBINO AFRICANO” |
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Nel mese di giugno, su promozione dell’Unione Africana, in tutta l’Africa viene celebrata la “Giornata del bambino africano”. La Giornata del bambino africano è stata indetta nel 1991 dall’allora Organizzazione dell`Unità Africana, attualmente Unione Africana, per ricordare le vittime della strage di Soweto del 1976 e i diritti negati dell’infanzia nel continente. Il 16 giugno 1976 centinaia di bambini, ragazzi e giovani studenti neri scesero in strada a Soweto, sobborgo di Johannesburg, Sudafrica, per protestare contro la pessima qualità dell’istruzione e l’imposizione della lingua “afrikaans” dei bianchi come lingua d’insegnamento scolastico. La reazione della polizia fu durissima e negli scontri dei giorni successivi furono uccisi centinaia di giovani africani.
L’evento è l’occasione per festeggiare i bambini del continente più giovane del pianeta e promuovere una maggiore attenzione nei loro confronti. Le Missioni Salesiane sono impegnate nell’offerta d’istruzione perché credono che la scuola è un elemento cruciale per lo sviluppo degli individui e dei popoli. Ma altrettanto importante è la cura e la protezione dei più piccoli, in modo che possano godere di un’infanzia felice e diventare i protagonisti del loro futuro. Adoperando ed attualizzando il Sistema Preventivo di Don Bosco, i salesiani insegnano ai bambini soprattutto abilità di vita e valori che li aiuteranno nella crescita, permettendo loro di maturare i fondamentali valori umani.
Anche l’opera salesiana di Onitsha ha celebrato mercoledì 16 giugno la Giornata del Bambino Africano con la celebrazione di una Eucaristia al termine della quale è stata impartita una speciale benedizione a tutti i bambini. Diverse attività culturali, svolte durante il mese di Giugno, hanno preparato questo evento:
- il 3 Giugno si è svolta la “Festa dei giovani nigeriani” con la partecipazione degli alunni Scuola Secondaria Don Bosco e di alunni rappresentanti di 14 scuole limitrofe alla comunità salesiana.
- l’11 Giugno gli alunni della Scuola Secondaria Don Bosco hanno celebrato per la prima volta la "Festa della Cultura" ( “Omenala” è la parola Igbo che vuol dire “Cultura”).
- il 16 e 17 Giugno si sta svolgendo un seminario rivolto agli gli studenti della Scuola Tecnica Don Bosco in procinto di iniziare lo stage di formazione nelle industrie nigeriane. |
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Nel mese di giugno, su promozione dell’Unione Africana, in tutta l’Africa viene celebrata la “Giornata del bambino africano”. La Giornata del bambino africano è stata indetta nel 1991 dall’allora Organizzazione dell`Unità Africana, attualmente Unione Africana, per ricordare le vittime della strage di Soweto del 1976 e i diritti negati dell’infanzia nel continente. Il 16 giugno 1976 centinaia di bambini, ragazzi e giovani studenti neri scesero in strada a Soweto, sobborgo di Johannesburg, Sudafrica, per protestare contro la pessima qualità dell’istruzione e l’imposizione della lingua “afrikaans” dei bianchi come lingua d’insegnamento scolastico. La reazione della polizia fu durissima e negli scontri dei giorni successivi furono uccisi centinaia di giovani africani.
L’evento è l’occasione per festeggiare i bambini del continente più giovane del pianeta e promuovere una maggiore attenzione nei loro confronti. Le Missioni Salesiane sono impegnate nell’offerta d’istruzione perché credono che la scuola è un elemento cruciale per lo sviluppo degli individui e dei popoli. Ma altrettanto importante è la cura e la protezione dei più piccoli, in modo che possano godere di un’infanzia felice e diventare i protagonisti del loro futuro. Adoperando ed attualizzando il Sistema Preventivo di Don Bosco, i salesiani insegnano ai bambini soprattutto abilità di vita e valori che li aiuteranno nella crescita, permettendo loro di maturare i fondamentali valori umani.
Anche l’opera salesiana di Onitsha ha celebrato mercoledì 16 giugno la Giornata del Bambino Africano con la celebrazione di una Eucaristia al termine della quale è stata impartita una speciale benedizione a tutti i bambini. Diverse attività culturali, svolte durante il mese di Giugno, hanno preparato questo evento:
- il 3 Giugno si è svolta la “Festa dei giovani nigeriani” con la partecipazione degli alunni Scuola Secondaria Don Bosco e di alunni rappresentanti di 14 scuole limitrofe alla comunità salesiana.
- l’11 Giugno gli alunni della Scuola Secondaria Don Bosco hanno celebrato per la prima volta la "Festa della Cultura" ( “Omenala” è la parola Igbo che vuol dire “Cultura”).
- il 16 e 17 Giugno si sta svolgendo un seminario rivolto agli gli studenti della Scuola Tecnica Don Bosco in procinto di iniziare lo stage di formazione nelle industrie nigeriane.
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OMENALA - USORO IKWADILE ODINALA OBODO |
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La promozione delle tradizioni locali attraverso la "Cultura".
Con questo titolo la Scuola Secondaria Don Bosco ha celebrato per la prima volta la "Festa della Cultura." “Omenala” è la parola Igbo che vuol dire “Cultura”. Letteralmente potrebbe essere tradotta come "tutto ciò che crea l'ambiente locale".
Conoscendo e praticando le tradizioni locali si accresce la propria identità di tribù e si conservano nel tempo i valori della propria cultura. L'educatore rispetta tali valori trasformandoli in strumenti per aiutare il giovane ad essere adulto.
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La promozione delle tradizioni locali attraverso la "Cultura".
Con questo titolo la Scuola Secondaria Don Bosco ha celebrato per la prima volta la "Festa della Cultura." “Omenala” è la parola Igbo che vuol dire “Cultura”. Letteralmente potrebbe essere tradotta come "tutto ciò che crea l'ambiente locale".
Conoscendo e praticando le tradizioni locali si accresce la propria identità di tribù e si conservano nel tempo i valori della propria cultura. L'educatore rispetta tali valori trasformandoli in strumenti per aiutare il giovane ad essere adulto.
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AFRICA DAY & SALESIANI |
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Il 25 maggio si celebra l’ ”AFRICA DAY”, una giornata mondiale che ricorda l’istituzione nel 1963 dell’”Organisation of African Unity” (OAU), diventata nel 2002 l’attuale Unione Africana. I Salesiani di Don Bosco, da 120 anni, operano in 41 paesi di questo grande continente.
L’Africa, composta da 53 nazioni, conta circa un miliardo di abitanti. Ricco di risorse come petrolio, diamanti, coltan, questo continente, considerato la culla della civiltà umana, è il più povero del mondo e le aspettative di vita non superano i 50 anni.
Uno dei problemi che affligge l’Africa è la sua invisibilità del mondo globalizzato, soprattutto per quanto riguarda l’informazione. Per il sentire comune l’Africa è il continente delle guerre, povertà, malattie. I mezzi di comunicazione si occupano dell’Africa solo in caso di conflitti, emergenze, corruzione dei politici, emergenze umanitarie. Manca, nel gioco dei chiaro/scuri una sana informazione della luce e dei colori che risplendono in questo continente. A questo si aggiunge certamente il neo colonialismo che lasciando, per ora, libertà di gestione politica e sociale, sta assoggettando molte nazione africane ai vincoli economici.
I Salesiani di Don Bosco credono che l’Africa sia piena di speranza e di futuro. Presenti in 41 dei 53 paesi dell’Africa, i figli di Don Bosco si impegnano dal 1891, anno dell’apertura della prima presenza ad Orán (Algeria), nella promozione umana e cristiana dei giovani, soprattutto dei più svantaggiati, come i bambini soldato e i ragazzi di strada. L’impegno evangelizzatore dei Salesiani è coniugato, nello stile tramandato da Don Bosco, con la promozione umana e la difesa e tutela dei diritti umani. Molteplici sono le opere e i progetti attivati sul fronte della scolarizzazione, dell’educazione sanitaria e prevenzione dell’aids, della promozione della donna, della tutela e dello sviluppo culturale e ambientale.
In molte nazioni del mondo l’”Africa Day” viene ricordato con eventi e manifestazioni che mirano a far conoscere il patrimonio culturale, artistico e storico del continente.
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Il 25 maggio si celebra l’ ”AFRICA DAY”, una giornata mondiale che ricorda l’istituzione nel 1963 dell’”Organisation of African Unity” (OAU), diventata nel 2002 l’attuale Unione Africana. I Salesiani di Don Bosco, da 120 anni, operano in 41 paesi di questo grande continente.
L’Africa, composta da 53 nazioni, conta circa un miliardo di abitanti. Ricco di risorse come petrolio, diamanti, coltan, questo continente, considerato la culla della civiltà umana, è il più povero del mondo e le aspettative di vita non superano i 50 anni.
Uno dei problemi che affligge l’Africa è la sua invisibilità del mondo globalizzato, soprattutto per quanto riguarda l’informazione. Per il sentire comune l’Africa è il continente delle guerre, povertà, malattie. I mezzi di comunicazione si occupano dell’Africa solo in caso di conflitti, emergenze, corruzione dei politici, emergenze umanitarie. Manca, nel gioco dei chiaro/scuri una sana informazione della luce e dei colori che risplendono in questo continente. A questo si aggiunge certamente il neo colonialismo che lasciando, per ora, libertà di gestione politica e sociale, sta assoggettando molte nazione africane ai vincoli economici.
I Salesiani di Don Bosco credono che l’Africa sia piena di speranza e di futuro. Presenti in 41 dei 53 paesi dell’Africa, i figli di Don Bosco si impegnano dal 1891, anno dell’apertura della prima presenza ad Orán (Algeria), nella promozione umana e cristiana dei giovani, soprattutto dei più svantaggiati, come i bambini soldato e i ragazzi di strada. L’impegno evangelizzatore dei Salesiani è coniugato, nello stile tramandato da Don Bosco, con la promozione umana e la difesa e tutela dei diritti umani. Molteplici sono le opere e i progetti attivati sul fronte della scolarizzazione, dell’educazione sanitaria e prevenzione dell’aids, della promozione della donna, della tutela e dello sviluppo culturale e ambientale.
In molte nazioni del mondo l’”Africa Day” viene ricordato con eventi e manifestazioni che mirano a far conoscere il patrimonio culturale, artistico e storico del continente.
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