Una festa di Don Bosco, quest’anno, caratterizzata dalla partecipazione di tanti adulti, favoriti anche dal fatto che il 31 gennaio era di domenica.
Alla messa delle 9:30 hanno partecipato altre che i nostri ragazzi interni e la popolazione che abita vicino alla missione, anche i genitori dei salesiani che vivono vicino ad Onitsha, le Cooperatrici e i cooperatori Salesiani, il gruppo St. John Bosco Society di una parrocchia della Diocesi.
Dopo la messa il Direttore ha presentato la strenna del Rettor Maggiore partendo dal versetto del vangelo “Vogliamo vedere Gesù” e aprendo le celebrazioni dell’anno centenario della morte di don Rua.
Una festa di Don Bosco, quest’anno, caratterizzata dalla partecipazione di tanti adulti, favoriti anche dal fatto che il 31 gennaio era di domenica.
Alla messa delle 9:30 hanno partecipato altre che i nostri ragazzi interni e la popolazione che abita vicino alla missione, anche i genitori dei salesiani che vivono vicino ad Onitsha, le Cooperatrici e i cooperatori Salesiani, il gruppo St. John Bosco Society di una parrocchia della Diocesi.
Dopo la messa il Direttore ha presentato la strenna del Rettor Maggiore partendo dal versetto del vangelo “Vogliamo vedere Gesù” e aprendo le celebrazioni dell’anno centenario della morte di don Rua.
Sono stati pure consegnati i riconoscimenti ai migliori studenti dell’anno.
I Diplomi sono stati consegnati dal Chairman della Festa, Notaio Nnagbuo Chizoba, Presidente degli Uomini Cattolici della Diocesi di Onitsha. Sua Eccellenza Reverendissima l’Arcivescovo Valeriano Okeke ha mandato come suo rappresentante il Direttore Generale per la Pastorale Giovanile Don Francis Unegbu.
E’ tradizione che la festa della consegna dei diplomi per chi ha terminato il corso, si celebri ogni due anni e in occasione della festa di Don Bosco. Oggi a ricevere il Diploma sono stati gli studenti (134 i ragazzi e 34 ragazze) che hanno frequentato i corsi negli anni 2006-2008 e 2007-2009. All’inizio della cerimonia il Direttore ha fatto notare che in questi due anni sono stati offerte opportunità di crescita a livello umano (per poter costruirsi un personalità forte ed equilibrata, capace di solidarietà, aperta al dialogo, alla partecipazione, alla responsabilità), a livello spirituale (per realizzare, relazionandosi in modo corretto con Dio che è Padre, la loro dignità di figli e figlie di Dio. L’esperienza quotidiana e l’amore al prossimo diventa il modo di rispondere liberamente all’amore di Dio, e di manifestargli l’amore), a livello professionale (i diversi corsi hanno avuto lo scopo di sviluppare le loro abilità tecniche e perfezionare le loro capacità pratiche per insegnare un lavoro così da potersi guadagnare da vivere onestamente).
Tutto questo è stato possibile per la collaborazione di Salesiani, Alunni, Insegnanti, Genitori, Volontari, Benefattori.
Anche la Missione Salesiana di Onitsha in aiuto per Haiti
Le notizie delle sofferenze della popolazione di Haiti aumentano in seguito al terremoto che ancora sembra continuare… Oltre alla morte di tre salesiani e alla distruzione di tre case salesiane, arrivano notizie che i ragazzi sotto le macerie delle nostre scuole in Haiti sono già più di 500.
Si ritrovano a vivere nelle strade, nelle piazze, nei parchi pubblici, in uno stato di disorientamento e impotenza.
“Gli allievi e i loro insegnanti giacciono ancora sotto le macerie. Alle 16.53, ora locale, quando la terra ha iniziato a tremare gli allievi della scuola primaria si trovavano al primo piano della struttura che aveva tre livelli, ora diventati un cumulo di rovine.
Purtroppo anche qui, come in altri vari luoghi della città, si sono verificati episodi di sciacallaggio, ignoti hanno portato via quel che restava, mobili, sedie, computer che servivano per le attività didattiche. Gianluca Antonelli, membro del Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), in collegamento con la Procura Missionaria salesiana di New Rochelle, ha promesso di interessare la Protezione Civile Italiana già operativa nella città perché intervenga ad Enam.
Anche le altre opere salesiane di Port-au-Prince si trovano nelle stesse situazioni. I salesiani sono accampati nei cortili passando la notte nelle automobili o all’aperto.L’urgenza è quella di garantire ai salesiani di Haiti, già operativi sul campo, un minimo di infrastrutture necessarie per accogliere e assistere le persone. Le prime cose necessarie sono l’acqua potabile e il cibo in scatola e quello per i bambini, perché i viveri in città scarseggiano e ciò che si trova può essere ormai contaminato; seguono i medicinali, le tende per l’accoglienza, generatori corrente elettrica.”
Anche noi da Onitsha abbiamo deciso di condividere con la popolazione di Haiti questa sofferenza. Collaboreremo all’invito del nostro Ispettore don George Crisafulli inviando l’equivalente delle spese di tre mesi della nostra comunità di Onitsha (cibo, bibite…). Coinvolgeremo i vari settori della missione nel far conoscere quello che i nostri fratelli e sorelle stanno vivendo invitando tutti a sostenere la popolazione colpita anche con la preghiera oltre che con la raccolta di fondi.
Il Dicastero per la Pastorale Giovanile e il Dicastero per le Missioni, insieme con il Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS) e il Don Bosco Network (DBN) hanno organizzato dal 13 al 17 gennaio a Nairobi, in Kenya, un Convegno per i volontari in Africa.
Circa 50 partecipanti, tra organizzatori, salesiani e volontari presso la casa di esercizi “Resurrection Garden” di Nairobi, sede del convegno
Numerosi i temi in agenda. Nella prima giornata, don Dominic Sequeira, del Dicastero per la Pastorale Giovanile, metterà a fuoco la connotazione salesiana del servizio e del volontariato. Massimo Zortea, Presidente del VIS, presenterà nella seconda giornata un modello di sviluppo umano sostenibile alla base del servizio di volontariato e dei relativi progetti. Il rapporto fra “Volontariato ed evangelizzazione”, infine, sarà l’oggetto delle analisi guidate da don Stanislaw Rafalko, del Dicastero per le Missioni durante la terza giornata.
Gli obiettivi che il convegno si pone sono quelli di riaffermare il ruolo della pastorale giovanile nella formazione del volontario; offrire criteri comuni validi ed efficaci per le realtà del volontariato in Africa; individuare i criteri per una valutazione salesiana, ecclesiale e sociale delle attività di volontariato nel continente; promuovere il volontariato nelle Ispettorie della Regione; presentare ai giovani africani l’opportunità di esperienze significative nell’impegno sociale e missionario, affinché maturino un atteggiamento di servizio ai più poveri e bisognosi e coltivino un’opzione vocazionale, ribadire il significato del volontariato come espresso nel manuale “Il Volontariato nella Missione Salesiana” (Dicastero PG e Missioni, gennaio 2008): l’esplicitazione operativa di un’attitudine interiore (habitus) al servizio.
Saranno celebrati ad Ashaiman (Ghana) i funerali del giovane confratello salesiano Philip Avuleteh scomparso lo scorso 9 gennaio. Attualmente era incaricato del settore amministrativo nella comunità salesiana di Freetown (Sierra Leone) dove lavorava con i ragazzi di strada. Durante gli anni 2007, 2008 e 2009 aveva svolto il suo tirocinio nella comunità salesiana di Onitsha. Lo ricordiamo sempre sorridente e gioioso tra i giovani, autorevole ed amabile con gli alunni della scuola, servizievole ed attivo con i confratelli, accogliente ed allegro con gli amici. La sua presenza rimane nei cuori e nelle preghiere di quanti lo hanno conosciuto: confratelli, animatori, alunni, genitori, volontari e tutti i giovani dell’oratorio.