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31 Gennaio 2012

 

Lo sguardo di don Bosco sui giovani

Don Bosco ha speso la sua vita per i giovani dedicandosi “fino all’ultimo respiro” alla salvezza, umana e cristiana, dei ragazzi che incontrava. Il suo sguardo, che andava oltre il quartiere di Valdocco e la città di Torino, continua ancora oggi ad incrociare quello di tanti ragazzi.  

In oltre 130 nazioni i Salesiani e gli altri gruppi della Famiglia Salesiana sono impegnati nell’educazione, nell’evangelizzazione, nella tutela e promozione dei diritti umani, soprattutto dei più piccoli e svantaggiati. L’eredità di Don Bosco – espressa nel Sistema Preventivo – svela ancora oggi la sua efficacia. Lo attestano le centinaia di progetti attivi in ogni angolo del mondo e le migliaia di ragazzi e giovani che, spesso insieme alle loro famiglie, beneficiano ogni giorno degli interventi umani, cristiani e sociali.

Buona Festa di Don Bosco!

Vostro don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 31 Gennaio 2012 alle ore 23.45.13

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31 Dicembre 2011

 

EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE

Carissimi Amici,
desidero iniziare il nuovo anno insieme a tutti Voi attraverso le parole del Santo Padre Benedetto XVI pronunciate nel suo messaggio per la celebrazione della 45ª Giornata Mondiale della Pace 2012.  Il tema «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», scelto dal pontefice, entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale giusto e pacifico dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.

[] «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo.

[
] Ai genitori desidero dire di non perdersi d’animo! Con l’esempio della loro vita esortino i figli a porre la speranza anzitutto in Dio, da cui solo sorgono giustizia e pace autentiche.

[
] I responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza.Abbiano cura che ogni giovane possa scoprire la propria vocazione, accompagnandolo nel far fruttificare i doni che il Signore gli ha accordato.

[
] Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo.
Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialità e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro più luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di più prezioso: la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace.
A voi tutti, uomini e donne che avete a cuore la causa della pace! La pace non è un bene già raggiunto, ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare. Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto più umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilità verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell’educarle ad essere pacifiche e artefici di pace. È sulla base di tale consapevolezza che vi invio queste riflessioni e vi rivolgo il mio appello: uniamo le nostre forze, spirituali, morali e materiali, per «educare i giovani alla giustizia e alla pace».”
Il mio Augurio per il 2012 è che queste parole del Santo Padre diventino ispiratrici per tutti…
E che ognuno di noi scelga di realizzarle nella sua vita!

 

Fraternamente AUGURI!

 

Vostro Don Nicola

1 Gennaio 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 31 Dicembre 2011 alle ore 23.43.04

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28 Dicembre 2011

 

Nigeria – Per servire la riconciliazione, la giustizia e la pace

Abuja – Gli attacchi terroristici contro le chiese cristiane, avvenuti proprio nel giorno di Natale, hanno scosso e preoccupato l’intera comunità cristiana della Nigeria. I salesiani presenti nel paese, pur consapevoli dei pericoli esistenti, continuano a professare il medesimo impegno di sempre: servire i giovani e promuovere la loro crescita integrale, a prescindere dal credo religioso.

La bomba posta di fronte alla chiesa “Santa Theresa” di Madalla, insieme agli altri ordigni esplosi tra il 24 e il 25 dicembre nei pressi di luoghi di culto cristiani, è stata rivendicata dal gruppo fondamentalista islamico “Boko Haram”, il cui nome significa “l’educazione occidentale è un peccato”. I principali obiettivi di questo gruppo sono la creazione di uno stato confessionale in Nigeria, l’estensione della legge islamica a tutto il paese e l’eliminazione dell’educazione occidentale, spesso identificata con quella cristiana; obiettivi che il gruppo persegue prendendo di mira le comunità cristiane del paese.

“Uno scontro religioso tra musulmani e cristiani in Nigeria, oggi, potrebbe spingere 160 milioni di persone in una guerra mortale, che potrebbe destabilizzare l’intera regione. – riporta una fonte locale – Grazie a Dio, non c’è stata una rappresaglia da parte dei cattolici e dei cristiani in questi giorni. Al contrario, la risposta è consistita in ‘preghiere’ per le vittime e per i carnefici, mentre le autorità religiose e civili hanno condannato gli attentati senza mezzi termini”.

In qualità di comunità religiosa dedita alla formazione dei giovani, la presenza salesiana nel paese è ora in una situazione di allerta; e tuttavia i rapporti di dialogo e rispetto costruiti finora con i membri di tutte le religioni permettono di guardare al futuro con fiducia: “il rapporto tra musulmani e salesiani è sempre stato cordiale e rispettoso. – prosegue la fonte – I musulmani apprezzano lo sforzo educativo dei salesiani, soprattutto nel campo dell’istruzione tecnica, e dell’avviamento al lavoro”.

La strategia educativa e pastorale salesiana in tutti i paesi della Visitatoria dell’Africa Occidentale Anglofona (AFW) – alcuni dei quali a maggioranza musulmana, come la Sierra Leone, e altri con grandi comunità musulmane come il Ghana, la Liberia e, appunto, la Nigeria – si è sempre basata sul dialogo, la tolleranza, la collaborazione e il rispetto delle altre religioni.

“In tutte le scuole salesiane vengono accolti studenti e anche insegnanti musulmani, che spesso sono innamorati del Sistema Preventivo di Don Bosco. Nelle scuole e negli oratori-centri giovanili le idee religiose non vengono mai imposte, si recitano le preghiere cristiane e musulmane in segno di rispetto e tolleranza, ed è facile trovare molti ragazzi e ragazze musulmane che apprezzano l’amorevolezza di Don Bosco” conclude il nostro contatto.

Nella sua Esortazione Apostolica “Africae Munus”, Benedetto XVI ha invitato tutti i membri della Chiesa a perseverare nel dialogo e nel rispetto verso l’Islam: “Se tutti noi credenti in Dio desideriamo servire la riconciliazione, la giustizia e la pace, dobbiamo operare insieme per bandire tutte le forme di discriminazione, di intolleranza e di fondamentalismo confessionale. Nella sua opera sociale, la Chiesa non fa distinzione religiosa. Essa aiuta chi è nel bisogno, sia egli cristiano, musulmano o animista. Testimonia così l’amore di Dio, creatore di tutti, e incoraggia i seguaci delle altre religioni ad un atteggiamento rispettoso e ad una reciprocità nella stima. Esorto tutta la Chiesa a ricercare, mediante un dialogo paziente con i musulmani, il riconoscimento giuridico e pratico della libertà religiosa, così che in Africa ogni cittadino possa godere non soltanto del diritto ad una libera scelta della propria religione e all’esercizio del culto, ma anche del diritto alla libertà di coscienza. La libertà religiosa è la via della pace”. [par. 94]

ANS - Pubblicato il 28/12/2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 28 Dicembre 2011 alle ore 16.12.43

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22 Dicembre 2011

 

BUONA NATALE DA DON NICOLA!

"Il mistero che ci ha fatto conoscere è questo: Cristo è presente in voi e perciò anche voi parteciperete alla gloria di Dio.”  Col 1,27
                                                                                
 
don Nicola
e
la Missione Salesiana di Ondo

 
Buon Natale
e

           Sereno Anno Nuovo          
 
 
 
                    NATALE 2011                      
 
DON BOSCO CENTRE – ONDO
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 22 Dicembre 2011 alle ore 15.48.49

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22 Dicembre 2011

 

MERRY CHRISTMAS from Don Bosco Community ONITSHA

With Heartily Joy and Happiness
in our Lord Jesus Christ
We wish you and your Entire family
Merry Christmas
and Prosperous New Year 2012
From Don Bosco Community ONITSHA

                        Fr Stephen Olaniyi SDB
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 22 Dicembre 2011 alle ore 7.56.28

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21 Dicembre 2011

 

AUGURI DA DON NICOLA!

Carissimi Amici della Missione Salesiana,
 
    “Il Dio della pace, è lui che vi chiama ed egli farà tutto questo.” (1 Tess 5,24).

    Per celebrare il Santo Natale, insieme a Voi, ho scelto questa citazione ispirandomi alla Esortazione Apostolica “Africae Munus” che fa seguito alla Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, consegnataci dal pontefice Benedetto XVI il 19 novembre scorso in occasione del suo viaggio in Benin.
    Munus è una parola latina che significa ricchezza, tesoro. Si parla spesso delle innumerevoli risorse che caratterizzano l’Africa e dei profondi valori che identificano il popolo africano. Tra questi, desidero ricordarne due in particolare: la gioia della vita che accoglie e ama i bambini come dono di Dio e la ricchezza dell’eredità intellettuale culturale e religiosa
    è proprio il Bambino Gesù, la cui nascita celebriamo a Natale, che viene a farci ricchi della Sua potenza per trasformare le ferite delle divisioni e delle lotte interne, per eliminare le ingiustizie e la povertà, per far fronte alle pandemiche malattie dell’AIDS, della tubercolosi, della malaria, del tifo e del colera che ancora oggi decimano la popolazione africana.
    è certamente un lavoro lungo e non sempre facile. Molte volte purtroppo l’uomo non accetta, non collabora o non conosce ancora il dono ricevuto dalla venuta di quel Bambino in mezzo agli uomini.

    Ribadisce Benedetto XVI: “Alzati, Chiesa in Africa […] perché ti chiama il Padre celeste, che i tuoi antenati invocavano come Creatore prima di conoscerne la vicinanza misericordiosa, rivelata nel suo Figlio unigenito, Gesù Cristo. Intraprendi il cammino di una nuova evangelizzazione con il coraggio che proviene dallo Spirito Santo”. (AM 173).
Con Lui, solo con Lui, sarà possibile alzarsi, trovare la riconciliazione, costruire il dialogo, distribuire la giustizia, far progredire la pace. Sarà nostro compito collaborare soprattutto nelle aree indicateci dal Santo Padre: il mondo dell’educazione, dell’istruzione, della salute e delle comunicazioni sociali.
   
    “Il Dio della pace, è lui che vi chiama ed egli farà tutto questo.” (1 Tess 5,24).
 
    Sempre il mio grazie a tutti Voi e i più fraterni AUGURI di un SERENO NATALE dalla Missione Salesiana di Ondo, dove mi trovo attualmente.

In Don Bosco
 
Vostro don Nicola

   
Ondo, Santo Natale 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 21 Dicembre 2011 alle ore 23.10.32

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14 Agosto 2011

 

CIAO DA ONITSHA ...

Carissimi Amici e Benefattori della Missione Salesiana di Onitsha,

    lo scambio di notizie rafforza sempre più i legami tra di noi facendoci sentire parte della stessa famiglia seguendo l’invito che Dio fa a tutti gli uomini di volersi bene con amore fraterno.

 

    Prima di parlarvi delle attività della missione di Onitsha, questa volta parlerò di me …

    Dopo 22 anni ad Onitsha, di cui gli ultimi 8 come direttore della missione, è arrivato il momento per nuovi incarichi e nuovi orizzonti. Dal prossimo Settembre sarò nella comunità salesiana di Ondo, sempre in Nigeria, come Direttore della Scuola Tecnica.

La città di Ondo è la città più rappresentativa dal punto di vista storico e culturale dello stato di Ondo. Anche se Ondo dista circa 4 ore di macchina da Onitsha, le due città sono molto differenti. Cambia l’etnia (la popolazione è composta per la maggior parte da componenti della tribù Yorubà, prevalentemente agricoltori, e non più Igbo che sono invece commercianti), la lingua, l’ambiente religioso (ad Ondo la maggioranza è mussulmana e i cattolici solo un 5%).


    Anche a don Mario Pellegrini, con i suoi 76 anni, è stata proposta la collaborazione con la missione salesiana ad Akure, in terra Yoruba.

 

Cosa provo ora?

Quando si lascia una comunità dopo tanti anni di servizio, ritornano alla mente tanti ricordi del passato e del presente, tante emozioni vissute insieme con i confratelli, i giovani, le famiglie, gli insegnanti, gli aspiranti e tutti voi Amici e Benefattori. Tanti sentimenti si provano …   


Gratitudine …

Grazie a Dio, a tutti coloro con cui ho condiviso questa esperienza e a quanti, Amici e Benefattori, mi hanno sostenuto con la preghiera e le opere!


Fiducia …

Fiducia che si possa completare ciò che è stato realizzato. Ma lascio ad altri giovani salesiani il compito di continuare ad Onitsha! Sono sicuro che anche in voi c’è questo desiderio di collaborazione con loro per il futuro. Certamente sarà positiva e costruttiva la vostra collaborazione con Don Stephen Omonniyi, il nuovo direttore, Don John Paul Uchendu il nuovo Economo e Don Augustin Okeke il nuovo incaricato della Scuola Tecnica.


Speranza …

Speranza per il mio servizio ad Ondo dove mi aspettano 400 giovani della Scuola Tecnica desiderosi di imparare un mestiere e di prepararsi alla vita. Ad Ondo troverò anche la comunità dei giovani nigeriani che si preparano al noviziato: il mondo della formazione e dell’accompagnamento  delle vocazioni che il Signore ci dona.  Nella nostra giovane ispettoria dell’Africa Ovest Anglofona siamo circa 140 confratelli di cui 100 in formazione. Abbiamo bisogno di sacerdoti preparati e anche di sostegno economico per formare questi “futuri don Bosco” dell’Africa.

 

Cosa lascio ora?

Lascio Voi alla missione e la missione a Voi!


La Vergine Assunta in cielo ci accompagni sempre nei nostri progetti e nei nostri programmi.

Fraternamente

Don Nicola

Onitsha, 15 Agosto 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 14 Agosto 2011 alle ore 10.24.35

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29 Giugno 2011

 

DONNE IN AFRICA

La donna africana è il punto di partenza per parlare  dei problemi di questo immenso continente, per confrontarsi sulle possibili soluzioni e per conoscere le varie realtà che si occupano di Africa.

Il Convegno, che si svolgerà a Genova dal 30 Giugno al 2 Luglio 2011,  è organizzato dal Consorzio SPeRA, che riunisce 20 associazioni di volontariato liguri, tutte Onlus, che in vari paesi africani da anni lavorano per aiutare le popolazioni più povere e bisognose.

Gli scopi del Convegno sono:

-  dare voce a tutti i programmi che riguardano l’importante capitolo della figura femminile in Africa;

-  favorire collaborazioni e sinergie tra le diverse realtà associative laiche e religiose;

- far conoscere alle Istituzioni e alla Cittadinanza le attività delle numerose organizzazioni impegnate per l’Africa;

- agevolare il reclutamento di nuove risorse umane ed economiche.

Le donne in Africa rappresentano il nucleo trainante della società di questo paese essendo elemento fondamentale per l’agricoltura, l’istruzione, l’economia etc. Sono loro che senza far rumore, senza accampare diritti, riproducono ogni giorno il miracolo della sopravvivenza.

Il costante impegno femminile è tuttavia inserito in una cultura tradizionale che vede la figura maschile, del padre prima e del marito poi, come dominante. Contraddizione questa che incide sulla società nel suo complesso. In questo contesto la donna passa da protagonista a vittima e questa caratteristica ha fatto sì che venisse proposta quest’anno, per il Nobel per la Pace.

La Comunità salesiana di Onitsha parteciperà al convegno presentando il progetto "Istruzione e formazione: chiavi per lo sviluppo”. L’ obiettivo è quello di realizzare un Progetto ODL (Open & Distance Learning) per favorire la formazione professionale
  delle studentesse che frequentano il Corso di Segretaria Aziendale della Scuola Tecnica Don Bosco proponendo loro un percorso formativo finalizzato all’acquisizione e/o allo sviluppo delle competenze professionali rispondenti alle nuove esigenze del mercato lavorativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 29 Giugno 2011 alle ore 23.07.13

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31 Maggio 2011

 

AFRICA DAY & SALESIANI

L’ ”Africa Day”, la “Giornata dell'Africa”, tocca tutti da vicino…

Anche noi salesiani, che in questi ultimi 30 anni abbiamo moltiplicato le presenze missionarie nel continente africano, celebriamo questo evento attraverso l'articolo pubblicato dall’ANS 

 

“Il 25 maggio si celebra l’ ”Africa Day”, una giornata mondiale che ricorda l’istituzione nel 1963 dell’”Organisation of African Unity” (OAU), diventata nel 2002 l’attuale Unione Africana. I Salesiani di Don Bosco, da 120 anni, operano in 41 paesi di questo grande continente.

L’Africa, composta da 53 nazioni, conta circa un miliardo di abitanti. Ricco di risorse come petrolio, diamanti, coltan, questo continente, considerato la culla della civiltà umana, è il più povero del mondo e le aspettative di vita non superano i 50 anni.

Uno dei problemi che affligge l’Africa è la sua invisibilità del mondo globalizzato, soprattutto per quanto riguarda l’informazione. Per il sentire comune l’Africa è il continente delle guerre, povertà, malattie. I mezzi di comunicazione si occupano dell’Africa solo in caso di conflitti, emergenze, corruzione dei politici, emergenze umanitarie. Manca, nel gioco dei chiaro/scuri una sana informazione della luce e dei colori che risplendono in questo continente. A questo si aggiunge certamente il neo colonialismo che lasciando, per ora, libertà di gestione politica e sociale, sta assoggettando molte nazione africane ai vincoli economici.

I Salesiani di Don Bosco credono che l’Africa sia piena di speranza e di futuro. Presenti in 41 dei 53 paesi dell’Africa, i figli di Don Bosco si impegnano dal 1891, anno dell’apertura della prima presenza ad Orán (Algeria), nella promozione umana e cristiana dei giovani, soprattutto dei più svantaggiati, come i bambini soldato e i ragazzi di strada. L’impegno evangelizzatore dei Salesiani è coniugato, nello stile tramandato da Don Bosco, con la promozione umana e la difesa e tutela dei diritti umani. Molteplici sono le opere e i progetti attivati sul fronte della scolarizzazione, dell’educazione sanitaria e prevenzione dell’aids, della promozione della donna, della tutela e dello sviluppo culturale e ambientale.

In molte nazioni del mondo l’”Africa Day” viene ricordato con eventi e manifestazioni che mirano a far conoscere il patrimonio culturale, artistico e storico del continente." (*)

Vostro Don Nicola

 

 

(*) ANS - Pubblicato il 25/05/2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 31 Maggio 2011 alle ore 21.54.19

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30 Aprile 2011

 

"CARISSIMI GIOVANI DELLA NIGERIA..."

La beatificazione di Giovanni Paolo II, domenica 1° Maggio, è un grande evento per i cristiani di tutto il mondo. Per questo vogliamo ricordare papa Wojtyla a partire dal suo volto che sentiamo più vicino: il suo peregrinare missionario in ogni parte del mondo. In particolare ricordiamo i due viaggi di Giovanni Paolo II ad Onitsha: il primo nel 1982 (nel quartiere Awada, dove il papa celebrò la messa davanti a più di un milione di persone, ora sorge la chiesa intitolata ai Santi Giovanni e Paolo e chiamata “Iba Pope” cioè “Trono del Papa”. Proprio in questo quartiere i primi missionari italiani vissero negli anni 1989-1991 iniziando le prime esperienze pastorali) e il secondo nel 1998 (durante questa visita pastorale, il Papa proclamò beato il frate Cipriano Michele Iwene Tansi, il primo beato della Nigeria). Ricordiamo la figura di Giovanni Paolo II attraverso alcune riflessioni tratte dal suo discorso ai giovani di Onitsha del 13 febbraio 1982:

 

La gioventù è l’età della speranza, della promessa, dell’entusiasmo, dei progetti e degli ideali. La gioventù non si dichiara vinta di fronte alle difficoltà. La gioventù rifiuta di rassegnarsi ai difetti e alle carenze dello “status quo”. La gioventù crede in un mondo migliore, ed è decisa a collaborare concretamente al suo avvento.”

 

“Fatevi conoscere per il vostro spirito di sacrificio, la vostra diligenza nello studio o nel lavoro, la vostra efficienza nei compiti assegnativi. Impegnatevi totalmente nelle Organizzazioni cattoliche di apostolato dei laici per testimoniare Cristo. Siate un laicato che persegue assiduamente la sua missione, che è quella di trasmettere la parola di Cristo.”

 

“Nella vostra condizione di giovani, dovete cercare continuamente di individuare i mali della vostra società come la corruzione, l’appropriazione indebita dei fondi del governo o delle società, le spese esagerate e improduttive, l’esibizione della ricchezza, la negligenza verso i poveri e gli emarginati, il nepotismo, il tribalismo, l’antagonismo politico, il rifiuto dei diritti dei poveri, l’aborto, la contraccezione e altri mali che affliggono altri paesi.”

 

 “Un buon cristiano è un buon cittadino. Amate il vostro paese, obbedite alle sue leggi; rispettate i suoi capi, e pagate i vostri tributi. Siete chiamati ad assumervi le vostre responsabilità nelle attività politiche, sociali, economiche e culturali. Quando sarete maggiorenni, votate e fatevi votare nelle elezioni politiche.”

 

“Desidero cogliere questa occasione per rendere omaggio al programma nazionale del servizio della gioventù, per rivolgere la mia lode ai giovani che si dedicano così generosamente a questo servizio dal loro Stato di origine, forgiando nuovi vincoli di amicizia e rafforzando la solidarietà fraterna e l’unità nazionale.”

 

“Ovunque irradierete gioia, pace, amore per i fratelli, ottimismo e speranza per una Nigeria migliore. Questo è il vostro contributo di cristiani: questo è ciò che imparate dal Signore. Questa è la sfida del mondo, che deve prendere radici nella vostra vita e fruttificare.”

 

Giovani della Nigeria, Cristo è morto per voi, per redimervi.  Cristo vi ama, ed anche io vi amo.”

 

Vostro don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 30 Aprile 2011 alle ore 0.04.35

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