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17 Luglio 2010

 

PROGETTO “SCUOLA SECONDARIA DON BOSCO"

Carissimi Amici,

ecco un’edizione “speciale” della nostra pagina POST!

Iniziamo, infatti, oggi con questa prima edizione a raccontarvi le varie fasi dei lavori previsti per la costruzione delle nuove aule della Scuola Secondaria Don Bosco. (ll materiale fotografico completo, relativo ad ogni post, sarà presentato nel sito www.donbosconigeria.org alla pagina ATTIVITàEVENTI).

La struttura si sviluppa intorno all’edificio preesistente chiamato Multi Purpose Hall (Salone Multiuso) in modo da formare un edificio a forma di “elle”. I lavori sono iniziati lo scorso Marzo con lo scavo per rimuovere la terra (così da ottenere un seminterrato) e con la gettata delle fondamenta.

La differenza di livello tra una parte della costruzione e l’altra ci ha dato la possibilità di ricavare il seminterrato che sarà utilizzato per la realizzazione di locali destinati alle attività extra scolastiche degli studenti, all’attività pomeridiana dei bambini della Scuola Primaria e alle attività oratoriali dei giovani che vivono vicino alla missione e frequentano l’oratorio.

Purtroppo, tenendo presente i tempi previsti in funzione del programma dei lavori, siamo un pò in ritardo… é stato necessario costruire un contrafforte di sostegno alle fondamenta del Salone Multiuso e questo imprevisto ha rallentato notevolmente i lavori programmati. Inoltre ad ostacolare il proseguo dei lavori ci sono anche le piogge stagionali che in questo periodo si trasformano spesso in violenti temporali.

Una volta terminato il seminterrato e la gettata del piano in cui saranno allestiti gli uffici e le aule dei professori, saremo pronti per la successiva gettata per realizzare il primo piano.

Anche i ragazzi che vivono in collegio, al termine dell’attività scolastica giornaliera, hanno collaborato ai lavori rimuovendo le pietre e la terra nella zona dello scavo.

Ad Agosto, nella Missione Salesiana, si svolgerà l’Holiday Camp, il Campo Estivo per 450 ragazzi e ragazze. Abbiamo come obiettivo di utilizzare almeno buona parte della costruzione destinata alle attività parascolastiche!

Al prossimo POST!

Vostro don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 17 Luglio 2010 alle ore 23.49.45

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16 Luglio 2010

 

Il volontariato internazionale... una scelta di vita!

Alla fine del mese di Settembre 2010, la Missione di Onitsha accoglierà un volontario che proviene dal Belgio ed ha già svolto un anno di servizio volontario in Sud-Africa. La Comunità Salesiana  si è sempre dimostrata aperta non solo all’esperienza missionaria estiva, che coinvolge i giovani durante il mese di Agosto, ma anche all’esperienza del volontariato internazionale che prevede per i volontari un servizio di due anni.

I Salesiani, infatti, credono nel volontariato internazionale come scelta di condivisione, di solidarietà, di impegno sociale e civile, di scambio culturale e di impegno missionario. E’ una scelta importante perché basata su elementi fondamentali quali la motivazione, la maturità, la serietà, l’impegno professionale adeguato al progetto.

Solo tenendo presenti questi presupposti l’esperienza del volontariato internazionale si trasforma in un’occasione per una crescita umana, professionale, spirituale e anche vocazionale. Il volontario inoltre non solo si rende disponibile ad un servizio prolungato (di almeno due anni) per garantire un inserimento più radicato nella realtà socio-culturale locale e nel progetto ma deve anche soddisfare alcuni requisiti necessari quali la conoscenza e la condivisione della missione e dello spirito missionario salesiano, la competenza professionale specifica, la capacità di lavorare in équipe (con la comunità salesiana, con la popolazione locale e con gli eventuali altri volontari), la conoscenza della lingua internazionale parlata nel paese in cui presta servizio.

Il volontario in arrivo ad Onitsha è consapevole di tutto ciò e per questo si sta già preparando per interiorizzare adeguatamente le svariate dimensioni di questo esperienza nigeriana nella certezza di partire insieme ad una comunità che lo accompagna e lo sostiene attraverso la preghiera e le opere e lo accoglie al suo ritorno per godere dei frutti di questa esperienza sia a livello personale che comunitario.

Vostro

don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 16 Luglio 2010 alle ore 16.12.02

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29 Maggio 2010

 

Educare i giovani del domani

Il nuovo presidente della Nigeria, SE Jonathan Goodluck Ebele, ha designato la Signora Rufa’i Ruqayyatu  come Ministro dell’Educazione. Uno dei suoi primi impegni è stato quello di partecipare alla ‘tavola rotonda’ organizzata dal NERDEC (Nigerian Educational Research and Development Council, la Conferenza Nigeriana per  la Ricerca e lo Sviluppo dell’Educazione) per definire il modo migliore per preparare i professori ad insegnare le nuove materie introdotte nel Curriculum della Scuola Secondaria nel contesto della conoscenza dei contenuti delle materie, delle abilità e delle competenze dell’insegnamento.

Anche noi come Salesiani sentiamo forte il bisogno non solo di avere nuove strutture scolastiche, per accogliere un numero sempre crescente di alunni, ma anche di preparare educatori pronti ad insegnare le nuove materie introdotte nei programmi educativi della Scuola Secondaria (ad esempio Educazione informatica e Educazione Civile) e le 34 materie commerciali e industriali (ad esempio Manutenzione dei GSM, Fotografia,  Turismo, etc … ).

A tal fine, al termine dell’anno scolastico, stiamo organizzando una settimana di studio per gli insegnanti in servizio nella Scuola Secondaria Don Bosco che offrirà la possibilità di una formazione su differenti materie quali Psicologia Evolutiva, Dinamica di Gruppo, Pedagogia in relazione al  Sistema Preventivo Salesiano, Educazione alla fede e Informatica.

Le politiche educative del Governo Federale hanno come obiettivo di far sì che alla fine della Scuola Secondaria i giovani siano preparati per la formazione post secondaria e abbiano acquisito capacità funzionali al mondo commerciale e manageriale necessarie per eliminare la povertà e creare posti di lavoro.  Il processo educativo dovrebbe inoltre rafforzare le basi per acquisire i valori etici, morali, civili.

Lavorando sodo, e con il cuore di don Bosco, ci impegniamo a preparare le nuove generazioni della Nigeria attraverso la realizzazione di nuove classi, che speriamo siano pronte per l’inizio del nuovo anno scolastico, e attraverso una cultura professionale che sappia rispondere alle esigenze dominanti della società nigeriana.

Vostro

Don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 29 Maggio 2010 alle ore 16.14.41

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6 Maggio 2010

 

L’Economia č un’attivitŕ dell’uomo e per l’uomo

Benedetto XVI, ha sviluppato il messaggio della sua Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, nel discorso all’Accademia Pontifica delle Scienze Sociali, il 30 Aprile scorso. Ha spiegato che l’Economia ha essenzialmente una natura etica come “attività dell’uomo e per l’uomo”; piuttosto che una spirale di produzione e consumo, in vista di bisogni umani, la vita economica dovrebbe essere propriamente vista come un modo di esercitare la responsabilità umana, intrinsecamente orientata verso la promozione della dignità della persona, il perseguire il bene comune e lo sviluppo integrale – politico, culturale e spirituale – degli individui, delle famiglie e delle società.

Come vi avevo promesso, continuo a citare di seguito alcuni passi della Enciclica del Papa. Ci aiutano a ripensare e riorganizzare i vari settori della vita sociale umana e cristiana, nell’ottica di un Amore fattivo.

Condivisione e Collaborazione: “ … la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall’esterno … lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità”. (CinV 34)
Condivisione più che rivendicazione: “La condivisone dei doveri reciproci mobilita assai più della sola rivendicazione di diritti” (CinV 43)

Responsabilità della persona e della comunità: Non è tanto il mercato, “non è lo strumento a dover esser chiamato in causa ma l’uomo, la sua coscienza morale e la sua responsabilità personale e sociale”. (CinV 36)

La grande sfida in questo tempo di globalizzazione è di mostrare “… che non solo i tradizionali principi dell’etica sociale, quali la trasparenza, l’onestà e la responsabilità non possono venire trascurati o attenuati, ma anche che nei rapporti mercantili il principio della gratuità e la logica del dono come espressione della fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica”. (CinV 36)

La Verità … va cercata al di fuori dell’uomo e al di sopra dell’uomo nella Trascendenza. Carità (dono – gratuità) come perfezione del giustizia. “La vittoria sul sottosviluppo richiede di agire non solo sul miglioramento delle transazioni fondate sullo scambio, non solo sui trasferimenti delle strutture esistenziali di natura pubblica, ma soprattutto sulla progressiva apertura, in contesto mondiale, a forme di attività economica caratterizzate da quote di gratuità e di comunione”. (CinV 39)

L’etica aiuta l’economia a funzionare meglio: “L’economia infatti ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, ma di un’etica amica della persona” (CinV 45) in cui si prende in considerazione tutto l’uomo e ogni uomo.

“… sembra che la distinzione finora invalsa tra imprese finalizzate al profitto (profit) e organizzazioni non finalizzate al profitto (non profit) non sia più in grado di dar conto completo della realtà, né di orientare efficacemente il futuro.  … non si tratta solo di un “terzo settore”, ma di una nuova ampia realtà composita, che coinvolge il privato e il pubblico e che non esclude il profitto, ma che lo considera strumento per realizzare finalità umane e sociali”. (CinV 46)

“Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto da riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro”. (CinV 53)

“I poveri non sono da considerarsi un “fardello”, bensì una risorsa anche dal punto di vista  strettamente economico. È tuttavia da ritenersi errata la visione di quanti pensano che l’economia di mercato abbia strutturalmente bisogno di una quota di povertà e di sottosviluppo per poter funzionare al meglio.  È interesse del mercato promuovere emancipazione, ma per farlo veramente non può contare solo su se stesso, perché non è in grado di produrre da sé ciò che va oltre le sue possibilità. Esso deve attingere energie morali da altri soggetti, che sono capaci di generarle”. (CinV 35)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 6 Maggio 2010 alle ore 17.37.17

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2 Aprile 2010

 

Santa Pasqua 2010

“Fra quelli che erano andati a Gerusalemme per la Festa di Pasqua, c’erano alcuni Greci. Essi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida, e gli chiesero: “Signore, vogliamo conoscere Gesù”. Filippo lo disse ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù”.                   (Gv. 12,20-22)

 

La Comunità Salesiana di Onitsha
augura
una  Santa Pasqua


nella gioia di “far conoscere Gesù” attraverso i Battesimi degli adulti celebrati lo scorso 25 Marzo, le Prime Comunioni celebrate durante la Messa di Pasqua, le Cresime che saranno conferite il prossimo 25 Aprile, il Sacramento della Riconciliazione celebrato mensilmente, i Matrimoni dei nostri ex allievi, l’Ordinazione Sacerdotale di Augustin Okeke che sarà celebrata il prossimo 15 Maggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 2 Aprile 2010 alle ore 15.38.11

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23 Febbraio 2010

 

Per lo sviluppo dei popoli

Al termine dell’anno Giubilare 2000, il Papa, Giovanni Paolo II, con la sua lettera Apostolica “Novo Millennio ineunte”, ci aveva indicato le linee da seguire all’inizio del nuovo millennio.
A dieci anni di distanza, abbiamo ricevuto la lettera Enciclica “Caritas in Veritate” - l’Amore nella Verità -  scritta da Papa Benedetto XVI e indirizzata a tutti noi, cristiani e non, politici e semplici cittadini, imprenditori, banchieri e semplici investitori, …

Il Papa ci propone una “carta di navigazione” nella grande impresa di costruire lo sviluppo integrale della grande famiglia umana formata dall’intera popolazione terrestre. Ci evidenzia nuovi modi  di organizzare il mondo economico, politico, industriale e tecnologico applicando l’Amore del Cristiano ricevuto da Dio. Riassume per noi i principi che ci guidano nelle nostre scelte ed attività.

Di seguito riporto alcuni di essi, lasciandone altri per le prossime riflessioni:

-       Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l'uno accanto all'altro.

-       «Tutto l'uomo e tutti gli uomini» è criterio per valutare anche le culture e le religioni”.

-       “Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa”.

-       “Cooperazione allo sviluppo non deve riguardare la sola dimensione economica; essa deve diventare una grande occasione di incontro culturale e umano”.

-       Nella ricerca di soluzioni della attuale crisi economica, l'aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri deve esser considerato come vero strumento di creazione di ricchezza per tutti”.

In futuro mi ripropongo di riprendere altre frasi da condividere con tutti voi su questo post nick. 

Buona preparazione alla Pasqua che per noi è caratterizzata oltre che dal Digiuno e dalla Preghiera anche dall’ Amore fattivo.

Don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 23 Febbraio 2010 alle ore 21.46.50

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1 Febbraio 2010

 

Educazione e il Programma della Missione nel 2010

Educazione in questi ultimi tempi ricorre con più frequenza sui giornali, sui mezzi di comunicazione sociale, sui documenti…

Solo alcune riflessioni su Educazione per cosa, Educazione perché, Educazione a cosa.

In questi ultimi anni l’America o anche l’Europa hanno pensato alla Nigeria. Uno dei settori in cui hanno investito maggiormente è stato proprio il settore educativo. Qual’è stato però il vero motivo del loro intervento? Dietro al loro interessamento, quanta filosofia di mercato tecnologico da ampliare si nascondeva?  

L’Africa ora è invasa dalla Cina. Forse per gli africani è l’evento principale dei loro cinquant’anni di indipendenza. I popoli africani sono sedotti dai cinesi perché costruiscono ferrovie, strade, dighe, ospedali e anche ai dittatori piacciono i cinesi perché non parlano di democrazia, di trasparenza, di diritti umani …

Benedetto XVI  nella sua ultima Lettera Enciclica “Caritas in veritate” scrive: “Senza verità non è possibile un autentico agire sociale e senza il nesso tra carità e verità non sarebbero possibili né la giustizia né la ricerca del bene comune: l’amore sarebbe solo una ‘riserva di buoni sentimenti’ ”.

E’ necessario che il sistema educativo garantisca il superamento dei modelli di superiorità o inferiorità dell’essere umano e conduca alla democratizzazione eliminare alla radice le diversità e le povertà. Altrimenti si corre il rischio di non dare dignità alla persona ma di educarla e formarla per realizzare gli interessi economici e tecnologici.  L’esperienza ci dimostra che purtroppo non sempre la crescita economica porta lo sviluppo della vita dell’uomo e non sempre una maggiore dignità degli esseri umani è legata al fatto che si investono più soldi nella educazione.

La qualità della educazione va giudicata in base al livello di raggiungimento dei diritti umani.

La base di tutte le culture, le lingue, le tradizioni locali e della legge comune si dovrebbe fondare sulla formazione di una cittadinanza attiva, responsabile, autonoma, sui diritti umani come bene di tutti e per tutti. Gli enti educativi sono coinvolti in questo in un contesto sempre più interculturale e globale.

Don Bosco, da geniale educatore, parla di «buoni cittadini ed onesti cristiani».

Il papa Benedetto XVI, nella lettera ai partecipanti al XXVI Capitolo generale dei Salesiani (1 marzo 2008), scrive: “Il loro carisma li pone nella situazione privilegiata di poter valorizzare l’apporto dell’educazione nel campo dell’evangelizzazione dei giovani. Senza educazione, in effetti, non c’è evangelizzazione duratura e profonda, non c’è crescita e maturazione, non si dà cambio di mentalità e di cultura”.

La Missione Salesiana di Onitsha riprende questo invito del papa e sull’esempio del suo fondatore si è posta quest’anno come obiettivo quello di portare i giovani  a Cristo perché raggiungano la sua stessa personalità e maturità. Per noi l’educazione è vista come un Diritto ad Apprendere, che ci spinge a far conoscere la verità, cioè far conoscere una persona, Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 1 Febbraio 2010 alle ore 14.16.54

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30 Dicembre 2009

 

AUGURI NUOVO ANNO 2010

…  come i pastori,

avvertiti e guidati dall’Annuncio,

incamminati in fretta verso quel  “Bambino”,

pieni  di  gioia  per quello che hanno contemplato,

testimoni  di ciò che hanno udito ,visto, adorato.

Santo Natale  e Felice  2010

dalla Comunità Salesiana di Onitsha

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 30 Dicembre 2009 alle ore 21.32.49

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21 Dicembre 2009

 

Africa "Polmone Spirituale"ť del mondo

Uno degli aspetti che affascina il visitatore per la prima volta in Africa, č il grande numero di fedeli che partecipano ogni giorno alle celebrazioni religiose. Anche Erodoto, storico vissuto nel V secolo a.C., scriveva: “ … se vuoi conoscere la religiositŕ, vai in Africa”. L’africano ha come ereditŕ culturale un profondo sentimento “spirituale” vissuto sia come esperienza personale che di comunitŕ. Quando sono arrivato in Nigeria, circa 20 anni fa, esisteva vicino ad Onitsha un convento di Monache Benedettine. Sorto agli inizi degli anni 80, su invito dell’Arcivescovo Francis Arinze, ora il monastero ha piů di 130 suore e, in una diocesi vicina, ne č stato fondato un altro con oltre 60 monache attualmente presenti... E tutta la mia vita di sacerdote e di missionario salesiano č stata accompagnata e sostenuta spiritualmente dalla preghiera silenziosa recitata quotidianamente dalle Suore Carmelitane Scalze del monastero di Santa Teresa di Tolentino. Sono infatti convinto che chi vive, ogni istante della giornata, in unione con Dio, arricchisce il mondo della Sua Presenza… In occasione dell’Apertura della II Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, lo scorso 5 ottobre, durante l’omelia il Santo Padre ha detto: “… l’Africa č depositaria di un tesoro inestimabile per il mondo intero: il suo profondo senso di Dio. Quando si parla di tesori dell’Africa, il pensiero va subito alle risorse di cui č ricco il suo territorio e che purtroppo sono diventate e talora continuano ad essere motivo di sfruttamento, di conflitti e di corruzione. Invece la Parola di Dio ci fa guardare a un altro patrimonio: quello spirituale e culturale, di cui l’umanitŕ ha bisogno ancor piů che delle materie prime”. “L’Africa rappresenta un immenso ‘polmone’ spirituale” – ha sottolineato il Papa – “per un’umanitŕ che appare in crisi di fede e di speranza. Ma anche questo ‘polmone’ puň ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia giŕ diffusa nel mondo occidentale, cioč il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista”. “Ma, proprio in questa stessa prospettiva” – ha detto ancora il Papa – “va segnalato un secondo ‘virus’ che potrebbe colpire anche l’Africa, cioč il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici. Gruppi che si rifanno a diverse appartenenze religiose si stanno diffondendo nel continente africano; lo fanno nel nome di Dio, ma secondo una logica opposta a quella divina, cioč insegnando e praticando non l’amore e il rispetto della libertŕ, ma l’intolleranza e la violenza”. “Rimane naturalmente valido ed attuale” – ha aggiunto il Pontefice – “il compito primario dell’evangelizzazione, anzi di una nuova evangelizzazione che tenga conto dei rapidi mutamenti sociali di questa nostra epoca e del fenomeno della globalizzazione mondiale”. “Possa la Chiesa in Africa” – ha auspicato il Papa – “essere sempre una famiglia di autentici discepoli di Cristo, dove la differenza fra etnie diventi motivo e stimolo per un reciproco arricchimento umano e spirituale”. Vostro Don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 21 Dicembre 2009 alle ore 22.42.23

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21 Novembre 2009

 

Africa Alzati ... e cammina con le tue gambe!

Il Secondo Sinodo per l’Africa si è appena concluso. I partecipanti al Sinodo hanno voluto scrivere un messaggio a tutti gli uomini di buona volontà e prima di tutto ai cristiani Africani.

La proposta diventa anche progetto per i prossimi anni … prendere coscienza delle ricchezze semi nate da Dio in questa terra, lasciarsi trasformare dalla forza vitale dello Spirito di Dio che sta arrivando a tutti tramite l’evangelizzazione. Con la vita di Dio - che sana le ferite, elimina le divisioni, dona sapienza e saggezza per discernere, forza per inserirsi da protagonisti nel mondo globalizzato - è ora che l’Africa cammini a testa alta e con le sue gambe.

L’Africa fa parte di questo mondo con innumerevoli contraddizioni e in profonda crisi. Sfortunatamente è un continente ancora “povero” perché sono tanti i poveri che ancora vivono con un dollaro al giorno e spesso muoiono per malattia o per fame. Il continente è ricco di risorse umane e naturali ma molti, ancora troppi, sono lasciati nel caos e nella miseria estrema, soprattutto sono lasciati senza educazione. Le ragioni di queste situazioni dipendono da decisioni di uomini e da attività di persone che non pensano al bene comune (e questo con la tragica complicità e partecipazione dei capi locali e degli interessi stranieri).

L’Africa non deve disperare… Lo dimostrano le interessanti e costruttive iniziative presenti in Africa. Non sono pochi gli Africani che vivono all’estero contribuendo allo sviluppo e alla crescita del loro paese. Molti di loro vivono in questo continente come missionari collaborando alla evangelizzazione e alla trasformazione del mondo come Regno di Dio. Uno speciale ringraziamento per il livello raggiunto dall’Africa va ai missionari che generosamente si sono dedicati a questa terra anche donando la vita.

Africa alzati! Da culla dell’umanità hai ancora una grande storia da scrivere. Ancora oggi “polmone di spiritualità” del nostro mondo, non lasciare che il fanatismo religioso rovini la ricca cultura di religiosità, di dialogo , di accoglienza, di amore alla vita. L’Africa non è senza speranza, anzi … ! Ha solo bisogno di spazi per respirare e riuscire. Con lo sguardo a Cristo si arriva ai porti della riconciliazione, della giustizia, della pace. 

Ecco … L’Africa si sta già muovendo.
Vostro Don Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da don Nicola Ciarapica il 21 Novembre 2009 alle ore 23.27.38

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