Al termine dell’anno Giubilare 2000, il Papa, Giovanni Paolo II, con la sua lettera Apostolica “Novo Millennio ineunte”, ci aveva indicato le linee da seguire all’inizio del nuovo millennio.
A dieci anni di distanza, abbiamo ricevuto la lettera Enciclica “Caritas in Veritate” - l’Amore nella Verità -scritta da Papa Benedetto XVI e indirizzata a tutti noi, cristiani e non, politici e semplici cittadini, imprenditori, banchieri e semplici investitori, …
Il Papa ci propone una “carta di navigazione” nella grande impresa di costruire lo sviluppo integrale della grande famiglia umana formata dall’intera popolazione terrestre. Ci evidenzia nuovi modidi organizzare il mondo economico, politico, industriale e tecnologico applicando l’Amore del Cristiano ricevuto da Dio. Riassume per noi i principi che ci guidano nelle nostre scelte ed attività.
Di seguito riporto alcuni di essi, lasciandone altri per le prossime riflessioni:
-Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l'uno accanto all'altro.
-“ «Tutto l'uomo e tutti gli uomini» è criterio per valutare anche le culture e le religioni”.
-“Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa”.
-“Cooperazione allo sviluppo non deve riguardare la sola dimensione economica; essa deve diventare una grande occasione di incontro culturale e umano”.
-“Nella ricerca di soluzioni della attuale crisi economica, l'aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri deve esser considerato come vero strumento di creazione di ricchezza per tutti”.
In futuro mi ripropongo di riprendere altre frasi da condividere con tutti voi su questo post nick.
Buona preparazione alla Pasqua che per noi è caratterizzata oltre che dal Digiuno e dalla Preghiera anche dall’ Amore fattivo.
Don Nicola
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postato da don Nicola Ciarapica il
23 Febbraio 2010
alle ore 21.46.50
Educazione in questi ultimi tempi ricorre con più frequenza sui giornali, sui mezzi di comunicazione sociale, sui documenti…
Solo alcune riflessioni su Educazione per cosa, Educazione perché, Educazione a cosa.
In questi ultimi anni l’America o anche l’Europa hanno pensato alla Nigeria. Uno dei settori in cui hanno investito maggiormente è stato proprio il settore educativo. Qual’è stato però il vero motivo del loro intervento? Dietro al loro interessamento, quanta filosofia di mercato tecnologico da ampliare si nascondeva?
L’Africa ora è invasa dalla Cina. Forse per gli africani è l’evento principale dei loro cinquant’anni di indipendenza. I popoli africani sono sedotti dai cinesi perché costruiscono ferrovie, strade, dighe, ospedali e anche ai dittatori piacciono i cinesi perché non parlano di democrazia, di trasparenza, di diritti umani …
Benedetto XVInella sua ultima Lettera Enciclica “Caritas in veritate” scrive: “Senza verità non è possibile un autentico agire sociale e senza il nesso tra carità e verità non sarebbero possibili né la giustizia né la ricerca del bene comune: l’amore sarebbe solo una ‘riserva di buoni sentimenti’ ”.
E’ necessario che il sistema educativo garantisca il superamento dei modelli di superiorità o inferiorità dell’essere umano e conduca alla democratizzazione eliminare alla radice le diversità e le povertà. Altrimenti si corre il rischio di non dare dignità alla persona ma di educarla e formarla per realizzare gli interessi economici e tecnologici.L’esperienza ci dimostra che purtroppo non sempre la crescita economica porta lo sviluppo della vita dell’uomo e non sempre una maggiore dignità degli esseri umani è legata al fatto che si investono più soldi nella educazione.
La qualità della educazione va giudicata in base al livello di raggiungimento dei diritti umani.
La base di tutte le culture, le lingue, le tradizioni locali e della legge comune si dovrebbe fondare sulla formazione di una cittadinanza attiva, responsabile, autonoma, sui diritti umani come bene di tutti e per tutti. Gli enti educativi sono coinvolti in questo in un contesto sempre più interculturale e globale.
Don Bosco, da geniale educatore, parla di «buoni cittadini ed onesti cristiani».
Il papa Benedetto XVI, nella lettera ai partecipanti al XXVI Capitolo generale dei Salesiani (1 marzo 2008), scrive: “Il loro carisma li pone nella situazione privilegiata di poter valorizzare l’apporto dell’educazione nel campo dell’evangelizzazione dei giovani. Senza educazione, in effetti, non c’è evangelizzazione duratura e profonda, non c’è crescita e maturazione, non si dà cambio di mentalità e di cultura”.
La Missione Salesiana di Onitsha riprende questo invito del papa e sull’esempio del suo fondatore si è posta quest’anno come obiettivo quello di portare i giovania Cristo perché raggiungano la sua stessa personalità e maturità. Per noi l’educazione è vista come un Diritto ad Apprendere, che ci spinge a far conoscere la verità, cioè far conoscere una persona, Cristo.
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postato da don Nicola Ciarapica il
1 Febbraio 2010
alle ore 14.16.54
Uno degli aspetti che affascina il visitatore per la prima volta in Africa, č il grande numero di fedeli che partecipano ogni giorno alle celebrazioni religiose. Anche Erodoto, storico vissuto nel V secolo a.C., scriveva: “ … se vuoi conoscere la religiositŕ, vai in Africa”.
L’africano ha come ereditŕ culturale un profondo sentimento “spirituale” vissuto sia come esperienza personale che di comunitŕ. Quando sono arrivato in Nigeria, circa 20 anni fa, esisteva vicino ad Onitsha un convento di Monache Benedettine. Sorto agli inizi degli anni 80, su invito dell’Arcivescovo Francis Arinze, ora il monastero ha piů di 130 suore e, in una diocesi vicina, ne č stato fondato un altro con oltre 60 monache attualmente presenti...
E tutta la mia vita di sacerdote e di missionario salesiano č stata accompagnata e sostenuta spiritualmente dalla preghiera silenziosa recitata quotidianamente dalle Suore Carmelitane Scalze del monastero di Santa Teresa di Tolentino. Sono infatti convinto che chi vive, ogni istante della giornata, in unione con Dio, arricchisce il mondo della Sua Presenza…
In occasione dell’Apertura della II Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, lo scorso 5 ottobre, durante l’omelia il Santo Padre ha detto: “… l’Africa č depositaria di un tesoro inestimabile per il mondo intero: il suo profondo senso di Dio. Quando si parla di tesori dell’Africa, il pensiero va subito alle risorse di cui č ricco il suo territorio e che purtroppo sono diventate e talora continuano ad essere motivo di sfruttamento, di conflitti e di corruzione. Invece la Parola di Dio ci fa guardare a un altro patrimonio: quello spirituale e culturale, di cui l’umanitŕ ha bisogno ancor piů che delle materie prime”.
“L’Africa rappresenta un immenso ‘polmone’ spirituale” – ha sottolineato il Papa – “per un’umanitŕ che appare in crisi di fede e di speranza. Ma anche questo ‘polmone’ puň ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia giŕ diffusa nel mondo occidentale, cioč il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista”.
“Ma, proprio in questa stessa prospettiva” – ha detto ancora il Papa – “va segnalato un secondo ‘virus’ che potrebbe colpire anche l’Africa, cioč il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici. Gruppi che si rifanno a diverse appartenenze religiose si stanno diffondendo nel continente africano; lo fanno nel nome di Dio, ma secondo una logica opposta a quella divina, cioč insegnando e praticando non l’amore e il rispetto della libertŕ, ma l’intolleranza e la violenza”.
“Rimane naturalmente valido ed attuale” – ha aggiunto il Pontefice – “il compito primario dell’evangelizzazione, anzi di una nuova evangelizzazione che tenga conto dei rapidi mutamenti sociali di questa nostra epoca e del fenomeno della globalizzazione mondiale”.
“Possa la Chiesa in Africa” – ha auspicato il Papa – “essere sempre una famiglia di autentici discepoli di Cristo, dove la differenza fra etnie diventi motivo e stimolo per un reciproco arricchimento umano e spirituale”.
Vostro Don Nicola
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21 Dicembre 2009
alle ore 22.42.23
Il Secondo Sinodo per l’Africa si è appena concluso. I partecipanti al Sinodo hanno voluto scrivere un messaggio a tutti gli uomini di buona volontà e prima di tutto ai cristiani Africani.
La proposta diventa anche progetto per i prossimi anni … prendere coscienza delle ricchezze semi nate da Dio in questa terra, lasciarsi trasformare dalla forza vitale dello Spirito di Dio che sta arrivando a tutti tramite l’evangelizzazione. Con la vita di Dio - che sana le ferite, elimina le divisioni, dona sapienza e saggezza per discernere, forza per inserirsi da protagonisti nel mondo globalizzato - è ora che l’Africa cammini a testa alta e con le sue gambe.
L’Africa fa parte di questo mondo con innumerevoli contraddizioni e in profonda crisi. Sfortunatamente è un continente ancora “povero” perché sono tanti i poveri che ancora vivono con un dollaro al giorno e spesso muoiono per malattia o per fame. Il continente è ricco di risorse umane e naturali ma molti, ancora troppi, sono lasciati nel caos e nella miseria estrema, soprattutto sono lasciati senza educazione. Le ragioni di queste situazioni dipendono da decisioni di uomini e da attività di persone che non pensano al bene comune (e questo con la tragica complicità e partecipazione dei capi locali e degli interessi stranieri).
L’Africa non deve disperare… Lo dimostrano le interessanti e costruttive iniziative presenti in Africa. Non sono pochi gli Africani che vivono all’estero contribuendo allo sviluppo e alla crescita del loro paese. Molti di loro vivono in questo continente come missionari collaborando alla evangelizzazione e alla trasformazione del mondo come Regno di Dio. Uno speciale ringraziamento per il livello raggiunto dall’Africa va ai missionari che generosamente si sono dedicati a questa terra anche donando la vita.
Africa alzati! Da culla dell’umanità hai ancora una grande storia da scrivere. Ancora oggi “polmone di spiritualità” del nostro mondo, non lasciare che il fanatismo religioso rovini la ricca cultura di religiosità, di dialogo , di accoglienza, di amore alla vita. L’Africa non è senza speranza, anzi … ! Ha solo bisogno di spazi per respirare e riuscire. Con lo sguardo a Cristo si arriva ai porti della riconciliazione, della giustizia, della pace.
Ecco … L’Africa si sta già muovendo.
Vostro Don Nicola
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postato da don Nicola Ciarapica il
21 Novembre 2009
alle ore 23.27.38
"Le nazioni cammineranno nella luce del Signore” (Ap 21,24). Tra tante profezie che annunziano distruzioni e caos, da Nostradamus a tanti predicatori contemporanei, queste parole del libro dell’Apocalisse ci aprono il cuore a speranze positive e gli occhi verso dove dirigerci. È la vocazione di tutti noi quella di cercare questa luce, vivere in questa luce, illuminare di questa luce. Anche la lettera di Papa Benedetto XVI “Caritas in Veritate” ci aiuta a capire e ad impegnarci, mettendoci tutto il cuore di cui siamo capaci, per il progresso delle nazioni. In effetti guidare l’economia, la tecnica, la cultura moderna verso una crescita di tutto l’uomo e di ogni uomo… sono il modo di esprimere la fede e l’amore.
Ancora sono vivi in noi i giorni trascorsi insieme ad alcuni volontari ed amici che quest’anno sono venuti ad Onitsha nel mese di Luglio e Agosto. Una condivisione che soprattutto ha focalizzato l’attenzione sull’Educazione ai Diritti Umani specialmente dei ragazzi. Stanno partendo i programmi 2009-2010 per l’animazione alla missionarietà e alla mondialità nelle nostre scuole, parrocchie e gruppi. Lo studio della lettera del Papa, cercarne i principi di guida e come applicarli, diventa una ricchezza da non lasciare in uno scaffale.
Non è tutto questo già un camminare nella luce del Signore? Non è tutto questo già un voler camminare nella luce del Signore? Non sarà tutto questo già un anticipare la profezia dell’apocalisse e un evangelizzare? Il programma annuale della missione salesiana di Onitsha quest’anno ha come obiettivo quello di organizzare i suoi servizi, le sue attività, il modo di porgerle come un modo per rispondere ai giovani, che come gli ellenisti del vangelo chiedevano ai discepoli: ”vogliamo vedere Gesù”.
Il papa, nel messaggio per la Giornata Missionaria 2009 (18 Ottobre) scrive: “…Voglio "nuovamente confermare che il mandato d'evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa" (Evangelii nuntiandi, 14), compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della società attuale rendono ancor più urgenti. È in questione la salvezza eterna delle persone, il fine e compimento stesso della storia umana e dell'universo”.
Ogni nazione ha diritto di camminare alla luce del Signore.
Vostro
Don Nicola
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7 Ottobre 2009
alle ore 21.59.03
"Il Curato d’Ars, nel suo tempo, ha saputo trasformare il cuore e la vita di tante persone, perché è riuscito a far loro percepire l’amore misericordioso del Signore. Urge anche nel nostro tempo un simile annuncio e una simile testimonianza della verità dell’Amore: Deus caritas est (1 Gv 4,8)", tratto dalla LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER L'INDIZIONE DELL'ANNO SACERDOTALE IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DEL "DIE NATALIS" DI GIOVANNI MARIA VIANNEY.
Ringraziando il Padre del dono del suo sacerdozio e con l'augurio che i 33 anni di sacerdozio che don Nicola festeggia oggi siano un rinnovare sempre l'annuncio e la testimonianza dell'Amore nella Carità. Grazie di cuore!
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postato da don Nicola Ciarapica il
18 Settembre 2009
alle ore 20.03.21
VIAGGIO A BENIN CITY ALLA LUCE DELLA GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALL'ANALFABETISMO
L’8 settembre, l’Unesco celebra la Giornata mondiale per la lotta all’analfabetismo. E subito il pensiero va all’Africa dove si concentra gran parte degli oltre 750 milioni di «illetterati » presenti sulla Terra. Sono almeno 160 milioni gli adulti analfabeti in Africa, due terzi dei quali donne. Lo ha detto, Koichiro Matsuura, il direttore generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) intervenendo alla cerimonia per i festeggiamenti del centenario del King’s College di Lagos (Nigeria), una delle principali istituzioni educative dell’intera Africa occidentale. Il segretario dell’Unesco ha inoltre indicato come altre sfide nel settore dell’istruzione la necessità di migliorare la qualità dell’insegnamento e l’ineguaglianza di possibilità fornite alle donne.
Come sfogliando un album fotografico, ripenso a quante donne, ragazze dai 17 ai 20 anni, hanno frequentato la Scuola Tecnica Don Bosco di Onitsha (iscrivendosi al corso biennale di segretaria aziendale) che offre non solo una formazione professionale ma anche una formazione umana secondo lo spirito di don Bosco. Ed è vivo in me il ricordo della loro felicità il giorno della graduation per la consegna dei diplomi finali o la loro gioia nell’aver trovato un lavoro in una ditta.
Ma non posso altresì dimenticare tutte le donne nigeriane con un destino diverso… Penso allora alle donne vittime della “tratta delle schiave” dalla Nigeria all’Italia che trovano nella casa di accoglienza Women Resource Centre, costruita a Benin City, una speranza per il loro futuro. Il progetto, grazie alla collaborazione di istituzioni ecclesiali italiane e nigeriane, è stato finanziato dalla Cei e dalla Caritas Italiana ed è il frutto del lungo lavoro svolto in particolare da suor Eugenia Bonetti - missionaria della Consolata e coordinatrice dell’Ufficio contro la tratta dell’Unione delle superiore maggiori italiane (U.s.m.i.) - insieme alla Conferenza delle religiose nigeriane e ai Salesiani.
Negli ultimi anni si è assistito ad un forte incremento del traffico di giovani donne e minorenni nigeriane a scopo di sfruttamento sessuale. Il prevalente Stato di provenienza delle ragazze è l’Edo State, in particolare Benin City. L’età media delle donne nigeriane vittime di tratta è compresa tra i 17 e i 30 anni, ma tende a scendere tra i 17 ai 25 anni e aumenta la presenza delle minorenni.
In una recente ricerca, condotta nel quadro del Programma UNICRI (http://www.unicri.it/wwd/trafficking/nigeria2/index.php), le donne nigeriane ammontano tra le 7.800 e le 10.000 unità attestandosi al 41,2 % del totale generale, ossia a più di un terzo del totale stimato. Esiste una forte correlazione tra la tratta di giovani donne a scopo di sfruttamento sessuale e gli inadeguati livelli di educazione, istruzione e formazione e la mancanza di occupazione e di opportunità per ottenere reddito.
In Nigeria un numero considerevole di giovani donne, vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, ha completato solo la scuola elementare e/o ha abbandonato la scuola secondaria.
Molte famiglie non sono in grado di far fronte ai costi esorbitanti dell’ istruzione e quindi ritirano le loro ragazze dalla scuola. Questo spiega l’alto tasso di analfabetismo registrato tra le ragazze e le giovani donne. Oltre al loro basso titolo di studio, nella maggior parte dei casi, non hanno accesso alla formazione professionale. In Nigeria, la maggior parte delle donne contribuiscono in modo significativo al reddito delle loro famiglie ma il loro lavoro è fortemente sottovalutato e mal ricompensato. In molti casi le donne povere non hanno capitali e risparmi.
Questa situazione, spinge inevitabilmente le donne, soprattutto giovani donne e ragazze, a diventare obiettivi primari per i trafficanti della prostituzione.
In questa giornata, penso sia importante sottolineare come spesso ciò che nel nostro paese è un diritto acquisito, in altre parti del mondo è un diritto ancora tutto da conquistare almeno nella realtà dei fatti.
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postato da don Nicola Ciarapica il
11 Settembre 2009
alle ore 21.20.47
Il volontariato salesiano... un'offerta valoriale per i giovani!
Anche quest’anno, durante il periodo estivo, la missione salesiana di Onitsha è stata caratterizzata dalla presenza di alcuni amici italiani: Rita e Giancarlo Pacella - provenienti dalla Comunità Salesiana di Sulmona (AQ) in rappresentanza dell’Associazione “Alberto Maria Pacella” (www.associazionealbertomariapacella.it) - insieme a Maria e Giovanni Ciarapica - (sorella e fratello di don Nicola Ciarapica) dalla parrocchia “Santa Famiglia” di Tolentino (MC).
Accompagnati nel loro viaggio di andata (29-30 luglio) dal missionario salesiano don Mario Pellegrini, che si è reso disponibile a rimanere in Nigeria dopo essere ritornato in Italia lo scorso anno ed aver vissuto nella comunità salesiana di Portorecanati (MC), gli ospiti italiani, rimasti fino alla metà di agosto, hanno condiviso l’esperienza insieme alla volontaria Laura Marchetti, proveniente dalla Comunità Salesiana di Ancona, arrivata ad Onitsha all’inizio di Luglio.
La volontaria ha collaborato con don Nicola e i confratelli salesiani alla realizzazione di alcuni significativi eventi: un convegno - svoltosi ad Onitsha l’8 luglio sul tema “Sistema Preventivo di Don Bosco ed Educazione ai Diritti Umani” rivolto a genitori, insegnanti ed educatori; un seminario di aggiornamento per 35 insegnanti al termine dell’anno scolastico 2008-2009; il Campo estivo 2009 (Holiday Camp 2009) - in programma nel mese di agosto - con la partecipazione di oltre 400 ragazzi e ragazze che, insieme a circa 40 animatori dell’oratorio, hanno svolto molteplici attività sul tema “Educazione ai Diritti Umani”.
Leggendo alcune pagine dell’ultima Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, in relazione all’impegno per lo sviluppo in una società in via di globalizzazione, il papa Benedetto XVI scrive:
“La “città dell’uomo” non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia, di comunione.”
Spendere tempo, risorse ed energie in questa realtà missionaria nigeriana è una straordinaria testimonianza di chi ha compreso l’importanza non tanto e non solo di andare per fare qualcosa di concreto ma di andare per condividere una presenza nella consapevolezza di non rappresentare se stessi ma una intera comunità che accompagna il volontario con le opere e le preghiere.
Una testimonianza frutto di meravigliose e indimenticabili relazioni umane che annullano le distanze geografiche e trasformano le inevitabili differenze culturali in elementi di arricchimento e di crescita umana.
Una testimonianza come “risposta ad una chiamata”: solo così la scelta di vivere in una missione - anche per un periodo breve - assume un significato cristiano trasformandosi in una “scelta vocazionale” per realizzare il progetto di Diopartecipando alla costruzione della“città dell’uomo”.
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Post Nick
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postato da don Nicola Ciarapica il
1 Settembre 2009
alle ore 23.59.16
Carissimi,
ritorno, dopo un anno, nella Comunita Salesiana “St.John Bosco Youth Centre” di Onitsha (Nigeria) che mi accolto con molto affetto, come volontaria internazionale, dal 2006 al 2008.
Quest’anno, dal 9 al 13 luglio, si svolgerà un Seminario sul tema “Sistema Preventivo e Diritti Umani”, rivolto agli educatori (genitori, presidi, insegnanti, studenti, animatori) ed organizzato dalla Comunità Salesiana di Onitsha in collaborazione con il “Don Bosco College” di Ibadan. A fine luglio una settimana di preparazione dell’Holiday Camp, (l’Estate Ragazzi nigeriana), insieme agli animatori e ai confratelli salesiani. E finalmente, durante il mese di agosto, l’HOLIDAY CAMP per la gioia e il divertimento dei giovani che frequentano l’oratorio salesiano!
Durante l’estate, arriveranno in visita alla Missione Salesiana di Onitsha, la famiglia Pacella di Sulmona insieme a Mariella e Giovanni Ciarapica di Tolentino (sorella e fratello di Don Nicola Ciarapica, Direttore della Comunità) che saranno accompagnati dal missionario salesiano Don Mario Pellegrini.
Il volontario, che svolge l’esperienza missionaria estiva, non parte solo; una comunità lo accompagna e lo sostiene con le opere e le preghiere e una comunità lo accoglie con profondo affetto e tanto amore. Il volontario diventa così un vero “ponte umano” che unisce due realtà profondamente diverse e geograficamente distanti! Il mio più sincero augurio a tutti Voi di una serena estate e, nel mio cuore, una grande Speranza per tanti giovani affinché possano scoprire la bellezza e la ricchezza di una vita spesa per Amore maturando il desiderio di vivere un’esperienza con i più poveri e con i più deboli…
Ancona 30 giugno 2009 Laura Marchetti
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Post Nick
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postato da don Nicola Ciarapica il
30 Giugno 2009
alle ore 15.07.36