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6 Maggio 2010

 

L’Economia è un’attività dell’uomo e per l’uomo

Benedetto XVI, ha sviluppato il messaggio della sua Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, nel discorso all’Accademia Pontifica delle Scienze Sociali, il 30 Aprile scorso. Ha spiegato che l’Economia ha essenzialmente una natura etica come “attività dell’uomo e per l’uomo”; piuttosto che una spirale di produzione e consumo, in vista di bisogni umani, la vita economica dovrebbe essere propriamente vista come un modo di esercitare la responsabilità umana, intrinsecamente orientata verso la promozione della dignità della persona, il perseguire il bene comune e lo sviluppo integrale – politico, culturale e spirituale – degli individui, delle famiglie e delle società.

Come vi avevo promesso, continuo a citare di seguito alcuni passi della Enciclica del Papa. Ci aiutano a ripensare e riorganizzare i vari settori della vita sociale umana e cristiana, nell’ottica di un Amore fattivo.

Condivisione e Collaborazione: “ … la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall’esterno … lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità”. (CinV 34)
Condivisione più che rivendicazione: “La condivisone dei doveri reciproci mobilita assai più della sola rivendicazione di diritti” (CinV 43)

Responsabilità della persona e della comunità: Non è tanto il mercato, “non è lo strumento a dover esser chiamato in causa ma l’uomo, la sua coscienza morale e la sua responsabilità personale e sociale”. (CinV 36)

La grande sfida in questo tempo di globalizzazione è di mostrare “… che non solo i tradizionali principi dell’etica sociale, quali la trasparenza, l’onestà e la responsabilità non possono venire trascurati o attenuati, ma anche che nei rapporti mercantili il principio della gratuità e la logica del dono come espressione della fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica”. (CinV 36)

La Verità … va cercata al di fuori dell’uomo e al di sopra dell’uomo nella Trascendenza. Carità (dono – gratuità) come perfezione del giustizia. “La vittoria sul sottosviluppo richiede di agire non solo sul miglioramento delle transazioni fondate sullo scambio, non solo sui trasferimenti delle strutture esistenziali di natura pubblica, ma soprattutto sulla progressiva apertura, in contesto mondiale, a forme di attività economica caratterizzate da quote di gratuità e di comunione”. (CinV 39)

L’etica aiuta l’economia a funzionare meglio: “L’economia infatti ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, ma di un’etica amica della persona” (CinV 45) in cui si prende in considerazione tutto l’uomo e ogni uomo.

“… sembra che la distinzione finora invalsa tra imprese finalizzate al profitto (profit) e organizzazioni non finalizzate al profitto (non profit) non sia più in grado di dar conto completo della realtà, né di orientare efficacemente il futuro.  … non si tratta solo di un “terzo settore”, ma di una nuova ampia realtà composita, che coinvolge il privato e il pubblico e che non esclude il profitto, ma che lo considera strumento per realizzare finalità umane e sociali”. (CinV 46)

“Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto da riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro”. (CinV 53)

“I poveri non sono da considerarsi un “fardello”, bensì una risorsa anche dal punto di vista  strettamente economico. È tuttavia da ritenersi errata la visione di quanti pensano che l’economia di mercato abbia strutturalmente bisogno di una quota di povertà e di sottosviluppo per poter funzionare al meglio.  È interesse del mercato promuovere emancipazione, ma per farlo veramente non può contare solo su se stesso, perché non è in grado di produrre da sé ciò che va oltre le sue possibilità. Esso deve attingere energie morali da altri soggetti, che sono capaci di generarle”. (CinV 35)

 

 

postato da don Nicola Ciarapica il 6 Maggio 2010 alle ore 17.37.17

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